Salvaterra, il Torre e Maestri

Alpinismo sulle Alpi ed extraeuropeo, ghiaccio, cascate ecc.

Messaggioda Buzz » mer nov 23, 2005 9:38 am

Innanzitutto, se quello che ho scritto vuol dire scaldarsi o esprimersi come un pubblico ministero... :roll: beh riporto tutto il dialogo.
Rileggitelo. Chi altro lo leggerà si farà il suo giudizio.

Tu hai risposto in questo modo al primo post di andrea

Roberto ha scritto:Spiacevole, molto spiacevole.
Forse Salvaterra avrebbe potuto avere il buon gusto di tenere per se le sue certezze, sollevare polemiche non fa bene a nessuno.


e io ho risposto (non a te, se non nell'ultima parte)

Buzz ha scritto:Io sono sempre stato, per quello che sapevo, dalla parte di chi credeva alla salita di Maestri ed Egger.
Dopo aver letto la disamina di Garibotti mi sono ricreduto.
I fatti parlano, mi sembra, in modo abbastanza chiaro.
Per cui se oggi questa ricerca acquista, in forza della salita di Salvaterra & Co, maggiore valore storiografico e se ne parla sulla gazzetta...

beh prima o poi doveva essere così.

Mi meravigliano, roberto, le tue parole.
Pensi che Bonatti avrebbe dovuto starsi zitto?


in riferimento, mi sembrava abbastanza ovvio, al fatto che per 50 anni Bonatti sia stato accusato di far polemica inutile (salvo poi essergli riconosciuta la ragione) e quindi visto che la tua frase si poteva bene adattare anche alla storia di bonatti (poteva tenersi le sue certezze, sollevare polemiche non fa bene a nessuno) :roll:

mi hai risposto:

Roberto ha scritto: Che centra Bonatti con questa storia, a lui avevano fatto un grave torto, oltre a quasi ammazzarlo, qui si tratta solo di fare nuove polemiche.


Buzz ha scritto:e non pensi che sia stato fatto un grave torto alla spedizione dei ragni che (a questo punto) per primi arrivarono in vetta?
non pensi che sia stato fatto un grave torto a tutta la comunità alpinistica internazionale per quasi 50 anni?
che significa "qui si tratta solo di fare nuove polemiche" ???
qui si tratta solo di ristabilire la verità!
io penso che la verità venga sempre prima di qualsiasi altra cosa.


Roberto ha scritto:Non serve che ti scaldi tanto, scandisci le tue risposte come se stassi facendo un arringa del pubblico ministero :roll:
Secondo me i fatti sono su due piani molto distanti, li si parlava di tradimento, a scapito del rischio di uccidere due persone, qui di una bufala, una delle tante dell'alpinismo.
E' giusto cercare la verità, ma io avrei usato uno stile un po più distaccato di Salvaterra, senza pagine sui quotidiani. Anzi, dopo una salita del genere, avrei fatto il signore e Maestri non lo avrei tirato in ballo per niente. Il pubblico (e cioè noi appassionati) avrebbe giudicato.
Non serve che mi rispondi, ti conosco e so che tu lo avresti massacrato a Maestri 8) A differenza di me, non sei uno che tollera o perdona facilmente, ma questa è una questione di carattere; si vede che Ermanno è come te :wink:


Le frasi non in neretto rispondono ai concetti che ho espresso.
E rispondo a questi:

Io non penso affatto che maestri vada massacrato, sono d'accordo con steazzali, merita doppio rispetto, una volta per quello che ha fatto come alpinista, di valore assoluto, e un'altra, comunque, per la sua età.

Ma se la spedizione di salvaterra sale, per la prima volta, la parete dove fino ad ora non era mai salito nessuno... è inevitabile che il toro vada affrontato per le corna. Ed è inevitabile che uno dica quello che pensa.
Senza astio, senza rancore, senza rivalse. Semplicemente quello che pensa.

::::::

Le frasi in neretto invece fanno apprezzamenti personali, peraltro ingiustificati e inappropriati.

E a questi rispondo sul piano personale.

E' inutile che giri attorno alle cose
non ci sono più modi per dire la verità, ce n'è uno solo.
O si dice ciò che si pensa o si sta zitti. Non si sussurra "al colto e all'inclita"... la propria verità, senza dar nemmeno modo all'avversario (se avversario è) di difendersi. Spesso questo modo fa più male che una verità diretta.

Io la penso così.
Penso sia meglio essere schietti, assumersi la responsabilità delle proprie opinioni, sempre e comunque.
E' anche una forma di rispetto per l'altro.

E ciò non ha nulla a che vedere con la tolleranza o il perdono.
Al limite si chiama rigore. Quindi non usare questi termini a sproposito.
Ultima modifica di Buzz il mer nov 23, 2005 13:20 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Enzolino » mer nov 23, 2005 10:48 am

A me e' capitato almeno due volte, di scendere da una parete perche' la descrizione della via che mi accingevo ad affrontare non coincideva affatto con quella descritta dagli apritori. E gli apritori non avevano certamente bisogno di mentire. Per non parlare delle volte in cui ho proprio sbagliato via. E questo e' successo nelle piccole paretine del Supramonte Sardo. Sul Torre non ci son mai stato, ma immagino che le proporzioni siano ben maggiori.
Questo fatto, aggiunto alla caparbieta' di Maestri soprattutto nell'appellarsi alle condizioni favorevoli in cui hanno trovato la via, mi rendono ancora indeciso se credergli o no. Con la differenza che sfiduciare fa molto piu' male rispetto al dare fiducia.
Ma la verita' non e' questione di compassione. La verita' e' la verita', e aspetto quindi l'evolversi degli eventi.
Certo ci son diversi modi di controbattere. Un conto e' esporre un'evidenza in maniera distaccata, un'altro e' dare del bugiardo. La differenza e' dunque nello stile, e dire le cose con stile non necessariamente ci rende degli ipocriti.

Ciao :wink:

Lorenzo

PS. Federica! Come hai il pancione ... sei ingrassata??? 8O :roll: :wink:
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Messaggioda BUUL » mer nov 23, 2005 11:19 am

e mho leggetevi questa.........

http://www.colmar.it/patagonia/LAMONTAGNASVELATA.pdf

boh sarà perchè conosco entrambi i climber ma i non ho esitato un attimo a credere a ciò che ha detto l'ermanno....
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Messaggioda Pierluigi Vesica » mer nov 23, 2005 11:45 am

Yashin ha scritto:Io non ho capito una cosa...
Salvaterra dopo aver percorso i 300 metri di salita fatti e rifatti da numerose cordate non ha fatto l'itinerario di maestri ma ha aperto una nuova via...
Perchè non ha fatto l'itinerario di Maestri? Perchè nessuno ad oggi è riuscito a scalare la dove Maestri dice di essere passato...e Maestri dice di non aver trovato delle placche di roccia ma uno scivolo di neve dura che gli ha permesso la salita.
Secondo me Salvaterra ha aperto semplicemente una nuova via sul Torre, complimenti certo ma se qualcuno trovasse l'ha dove nessuno è ancora passato anche solo un chiodo arrugginito?

Salvaterra sta congetturando ed è lecito che lo faccia....sicuramente l'ha fatto nel modo sbagliato parlandone alla gazzetta dello sport.
Resta il fatto che nessuno ha ancora salito quelle placche che Maestri dice di aver " volato " tra le nuvole.

Insomma per adesso non si è detto niente di nuovo......

Disamina puntuale. Rimango della mia idea e cioè la salita del 1959 è genuina. La grande via aperta da Salvaterra non aggiunge assolutamente niente, non derime il mistero. Qualcuno ad un livello conoscitivo superiore a Salvaterra (in ambito Patagonia & Torre) suggerì che l'unico depositario della verità, a parte Cesarino, è Fava. Per quanto riguarda l'articolo sulle "pagine rosa" mi sembra un pò "affrettato"; non vorrei che lo stesso Salvaterra intervenga ridimensionando lo jaccuse.
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Messaggioda andreag » mer nov 23, 2005 11:48 am

Pierluigi Vesica ha scritto:Per quanto riguarda l'articolo sulle "pagine rosa" mi sembra un pò "affrettato"; non vorrei che lo stesso Salvaterra intervenga ridimensionando lo jaccuse.


su questo, sono d'accordo con te, è un articolo "da gazzetta".

Peraltro mi dicono che oggi c'è un articolo anche su Repubblica (ma sul sito non ho trovato nulla, forse è solo au quella cartacea)

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Messaggioda pietrodp » mer nov 23, 2005 12:17 pm

Come molti di voi, ho letto tutto quello che c'era da leggere sulle vicende del Torre, che compongono probabilmente la saga più appassionante della storia dell'alpinismo.

La nuova via di Salvaterra, che è anche il maggiore conoscitore della montagna, sposta in modo quasi irrevocabile l?ago della bilancia verso la conclusione che Maestri mentì.

E? un po un dispiacere avvicinarsi a questa conclusione (avvicinarsi, non arrivare: la certezza assoluta non l?avremo mai, la verità probabilmente morirà col ragno delle dolomiti), ma è anche doveroso ristabilire la probabile verità nei confronti di chi nella meravigliosa vicenda del Torre è stato coinvolto come i lecchesi.

Maestri è stato un grandissimo alpinista e se anche mentì, che dire, pazienza.
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Messaggioda Enzolino » mer nov 23, 2005 12:35 pm

Rileggendo l'articolo di Garibotti, lo trovo spesso fazioso, riportando a supporto della sua tesi delle opinioni che poco hanno di dimostrativo.
Come i tempi di percorrenza di altre cordate su altre vie, o le condizioni su porzioni di roccia perlustrate da parte di altre cordate molti anni dopo, o le supposizioni per cui gli spezzoni di canapa "sono più probabilmente attribuibili alla cordata inglese".
Giusto per fare degli esempi.
Se Maestri dice che ?? per fare un buco di due centimetri e mezzo di profondità, bisogna picchiare col martello più di cinquecento colpi e questo richiede ?circa 35 a 40 minuti l?uno", non e' specificato se Maestri avesse fatto buchi cosi' profondi per i chiodi o no. O magari ha gonfiato un po' i tempi per impressionare il lettore.
Garibotti inoltre ignora il fatto che la titubanza di Maestri nel ritornare sul caso possa avere ragioni emotive.

Cosi' ... mi viene in mente l'articolo di Hainz sulla sua salita record e senza apparenti difficolta' in inverno sulla Nord dell'Eiger quando la sua prima ascensione aveva dei caratteri quasi drammatici.
Che Hainz abbia mentito sulla sua solitaria? Oppure le diverse condizioni di una via di misto possono fare una differenza enorme?

L'unico punto che, a mio avviso, odora di prova, e' il discorso sulle pendenze per cui c'e' una bella differenza tra i 45-50 gradi di Maestri e gli 80 trovati da altri. Anche le incrostazioni di ghiaccio non possono dare origine a tali differenze. Ma chissa' se si parla della stessa linea o no ... mah ... :roll:

Ciao :wink:

Lorenzo
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Messaggioda kenzo » mer nov 23, 2005 12:47 pm

Buzz ha scritto:
MarcoS ha scritto:In realtà Salvaterra non dice nulla di nuovo. Era apparso nel 2004 sull'American Alpine Journal, a firma di Rolando Garibotti, un articolo che diceva sostanzialmente le stesse cose. (lo ho in pdf e a chi me lo ha richiesto lo ho inviato via mail). Pura documentazione e ricerca, diciamo così, storiografica. Nonostante il fattaccio, che ha comunque delle motivazioni non solo di autopromozione, a Maestri quello che ha fatto in roccia non glielo toglie nessuno.

Dà fastidio invece che (la verità, non polemiche, verità) ce la si trovi sulla gazzetta dello sport invece di restare confinata e sussurrata a mezza voce, come si è fatto per molto tempo, tra gli "addetti ai lavori"?


Io sono sempre stato, per quello che sapevo, dalla parte di chi credeva alla salita di Maestri ed Egger.

Dopo aver letto la disamina di Garibotti mi sono ricreduto.
I fatti parlano, mi sembra, in modo abbastanza chiaro.

Per cui se oggi questa ricerca acquista, in forza della salita di Salvaterra & Co, maggiore valore storiografico e se ne parla sulla gazzetta...

beh prima o poi doveva essere così.

Mi meravigliano, roberto, le tue parole.

Pensi che Bonatti avrebbe dovuto starsi zitto?


quoto
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Messaggioda kenzo » mer nov 23, 2005 12:50 pm

BUUL ha scritto:...
-facevo 100 flessioni di fila su un solo braccio.....


ankio
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Messaggioda Yashin » mer nov 23, 2005 12:54 pm

pietrodp
Maestri è stato un grandissimo alpinista e se anche mentì, che dire, pazienza.


Su questa affermazione non sono d'accordo...Maestri è un grande alpinista ma è ricordato per aver vinto il Torre...non per le sue straordinarie capacità di arrampicatore...se così non fosse la sua figura ne sarebbe molto ridimensionata...oltre a fare una pessima figuraccia.
La potenza è nulla senza controllo...ma il controllo senza potenza a cosa c***o serve?
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Messaggioda biemme » mer nov 23, 2005 12:57 pm

andreag ha scritto:
Pierluigi Vesica ha scritto:Per quanto riguarda l'articolo sulle "pagine rosa" mi sembra un pò "affrettato"; non vorrei che lo stesso Salvaterra intervenga ridimensionando lo jaccuse.


su questo, sono d'accordo con te, è un articolo "da gazzetta".

Peraltro mi dicono che oggi c'è un articolo anche su Repubblica (ma sul sito non ho trovato nulla, forse è solo au quella cartacea)

Andrea


si, a pag.60 della repubblica c'è un articolo di leo bizzaro (di solito, sulla montagna, competente + di altri ), che non prende posizione per alcuno e parla sinteticamente dell'articolo della gazzetta, delle affermazioni di ermanno e garibotti e delle parole di maestri ("stanco di parlarne") e del suo avvocato trentino, il quale afferma tra l'altro che cesare non vuole andare in tribunale e che gli sembra una cosa pazzesca (all'avvocato) che uno faccia un'impresa per andare a vedere se un altro c'è arrivato.

A parte una foto d'epoca che è stata inserita rovesciata, facendo così grottescamente "ravanare" un giovane cesare maestri su una placca pressochè orizzontale, mi ha fatto piacere leggere finalmente un articolo che, al contrario dell'indagine di garibotti, degli articoli della gazzetta e di tutti quelli che leggeremo nei prossimi giorni, non trasuda sete di polemica a tutti i costi, talvolta vissuta quasi con soddisfazione (vero buul ? :wink: ), bensì descrive asetticamente i fatti sinora accaduti, e conclude parlando e ricordando - cosa che ho notato, nessuno sta facendo, neanche su questo forum - le notevoli capacità su ghiaccio di TONI EGGER (tanto più se qualcuno ha presenti i materiali da ghiaccio e l'abbigliamento in uso negli anni 50), la cui tragica fine e la cui memoria non penso proprio che meritassero di tornare alla ribalta solo in occasione di tutti questi veleni.

mi sto documentando e non ho ancora finito di leggere l'articolo dettagliatissimo (praticamente, una tesi di laurea) di garibotti, che vedo molto - ma non vi sembra troppo ? - interessato a questa storia, per cui non ho ancora elementi per giudicare, nè ho titolo per farlo, quindi ribadisco quanto ho già detto nel topic sulla nuova via, e cioè bravissimi ermanno & c., ma bravissimi anche cesare & c. : solo chi ha rischiato e buttato il sangue su quella parete e in quegli ambienti, già solo per il fatto di esserci stato sopra (e non sotto, come me) merita di non essere giudicato con troppa fretta e sufficienza.....e con troppa invidia

alcuni fatti - che sto leggendo - contestatigli dal garibotti, come il tempo impiegato per piantare i chiodi col perforatore a mano o le pendenze, fanno veramente pensare, ma forse bisognerebbe anche ricordare a garibotti che il cesare in quegli anni faceva cose per quell'epoca molto più sensazionali di quelle che lui fa oggi, che saliva la normale del basso in un quarto d'ora (e quella, con testimoni :wink: ), ovvero un tempo che anche oggi un alpinista-atleta avrebbe problemi a realizzare, e che toni egger su ghiaccio era uno forte davvero, anche senza giacca a vento della colmar, lame tubolari, manici ergonomici, cibi ultraenergetici, ecc..

saluti
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Messaggioda andreag » mer nov 23, 2005 13:05 pm

Yashin ha scritto:pietrodp
Maestri è stato un grandissimo alpinista e se anche mentì, che dire, pazienza.


Su questa affermazione non sono d'accordo...Maestri è un grande alpinista ma è ricordato per aver vinto il Torre...non per le sue straordinarie capacità di arrampicatore...se così non fosse la sua figura ne sarebbe molto ridimensionata...oltre a fare una pessima figuraccia.



Non sono daccordo con te yashin.

Maestri sarebbe un grande anche solo per aver pensato, e averci provato, a salire sul Torre da quella parete nel 1959. Ricordiamoci bene che per altri 15 anni, fino al 1974, nessuno è più salito sulla montagna, se si eccettua di nuovo Maestri nel 1970 per la sua via del compressore, che discutibile o no e anche se non è arrivato in cima al fungo, è stata fino a questa di Salvaterra e a quella dei ragni l'unica via a portare in modo autonomo in cima (anzi, quella di Salvaterra in realtà sbuca sulla via dei ragni, quindi a rigore ci sono solo due vie sul Torre che arrivano fino in cima...).

Quindi, anche se ha mentito, diamo a Cesare quel che è di Cesare :D , Maestri resta un precursore dell'alpinismo patagonico, in anticipo di un 20ina d'anni sugli altri....

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Messaggioda steazzali » mer nov 23, 2005 13:19 pm

Yashin ha scritto:pietrodp
Maestri è stato un grandissimo alpinista e se anche mentì, che dire, pazienza.


Su questa affermazione non sono d'accordo...Maestri è un grande alpinista ma è ricordato per aver vinto il Torre...non per le sue straordinarie capacità di arrampicatore...se così non fosse la sua figura ne sarebbe molto ridimensionata...oltre a fare una pessima figuraccia.


su questo io non sono d'accordo, per me è stata una figura molto positiva e un grande alpinista al di la del torre, e comunque il torre senza Maestri credo che non sarebbe il torre come è oggi universalmente conosciuto. non capisco nemmeno l'astio di qualcuno (BUUL forse) ma non mi interessa nemmeno. non era un grande alpinista Maestri? e chi se ne frega, per me lo era ed è una figura che mi fa piacere sia esistita con le sue grandi salite (perchè perdio la discesa slegato della via delle guide al crozzon ancora oggi sono in pochi a prendersi la briga di farla) e le sue bizzarrie (scalando in vald'aosta gridava W le dolomiti, oggi c'è qualcuno che girda placcademmerda :wink: ) i suoi libri sono belli, anzi molto belli.
poi hanno delle contraddizioni che col senno di poi risultano evidenti
"lo sanno i miei detrattori che la salita del torre è stata una delle più facili della mia carriera? la più pericolosa di sicuro, ma una delle più facili"
che riletto e confrontato con chi per quella via c'è passato boh lascia un po' così, e ricordiamo che egger era si forte ma belin saliva con una picca sola.

poi boh ogniuno dirà la sua e la salita del torre resterà divisa tra chi sostiene che son passati perchè si fida e di quelli che crederanno che sia stata una balla. io non mi prendo la briga di avere un'opinione, mi piace pensare che esistano i sognatori, i visionari e chi come maestri ci ha speso anni di fatica su quella montagna. ha mentito? a me va bene anche così.

se poi vogliamo mettere in discussione qualcuno perchè ha detto di fare 100 flessioni ok ma per coerenza devi girare con lo schioppo in mano e sparare a metà di quelli che parlano in tv oggi.
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Messaggioda Enzolino » mer nov 23, 2005 13:22 pm

Parlando con un'alpinista ben piu' attempato di me, mi e' stato detto che ai tempi di Maestri e Bonatti, la figura del secondo veniva fatta emergere dai media ben piu' rispetto a quello del primo anche per ragioni politiche (Maestri era comunista) e che la figura di Maestri non era mai stata valorizzata come dovuto in base alle sue imprese. E questo forse spiega perche' tende ancora a sbanfare sulle prestazioni di allora.

Maestri era un personaggio ed anche una via come quella del Compressore riflette la sua personalita' colorita ed un po' anarchica. Non ho mai letto una critica nei confronti di questa via da parte di chi l'ha salita e ricordo come quasi leggendaria la prima ripetizione di Bridwell letta su High di tanti anni fa.

Al contrario, riconosco che la via dei Ragni sulla Ovest e' stata un po' eclissata dalle polemiche sul Torre.

Ciao :wink:

Lorenzo
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Messaggioda mrt 88 » mer nov 23, 2005 13:23 pm

steazzali ha scritto:
Yashin ha scritto:pietrodp
Maestri è stato un grandissimo alpinista e se anche mentì, che dire, pazienza.


Su questa affermazione non sono d'accordo...Maestri è un grande alpinista ma è ricordato per aver vinto il Torre...non per le sue straordinarie capacità di arrampicatore...se così non fosse la sua figura ne sarebbe molto ridimensionata...oltre a fare una pessima figuraccia.


se poi vogliamo mettere in discussione qualcuno perchè ha detto di fare 100 flessioni ok ma per coerenza devi girare con lo schioppo in mano e sparare a metà di quelli che parlano in tv oggi.


il che non sarebbe una cattiva idea...
"Tentazione e dubbio convivono fianco a fianco nella tua testa. Sai che non dovrebbe andare così."
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Messaggioda Roberto » mer nov 23, 2005 13:41 pm

Buzz ha scritto:
Roberto ha scritto:Non serve che ti scaldi tanto, scandisci le tue risposte come se stassi facendo un arringa del pubblico ministero :roll:
Secondo me i fatti sono su due piani molto distanti, li si parlava di tradimento, a scapito del rischio di uccidere due persone, qui di una bufala, una delle tante dell'alpinismo.
E' giusto cercare la verità, ma io avrei usato uno stile un po più distaccato di Salvaterra, senza pagine sui quotidiani. Anzi, dopo una salita del genere, avrei fatto il signore e Maestri non lo avrei tirato in ballo per niente. Il pubblico (e cioè noi appassionati) avrebbe giudicato.
Non serve che mi rispondi, ti conosco e so che tu lo avresti massacrato a Maestri 8) A differenza di me, non sei uno che tollera o perdona facilmente, ma questa è una questione di carattere; si vede che Ermanno è come te :wink:


E a questi rispondo sul piano personale.

E' inutile che giri attorno alle cose
non ci sono più modi per dire la verità, ce n'è uno solo.
O si dice ciò che si pensa o si sta zitti. Non si sussurra "al colto e all'inclita"... la propria verità, senza dar nemmeno modo all'avversario (se avversario è) di difendersi. Spesso questo modo fa più male che una verità diretta.

Io la penso così.
Penso sia meglio essere schietti, assumersi la responsabilità delle proprie opinioni, sempre e comunque.
E' anche una forma di rispetto per l'altro.

E ciò non ha nulla a che vedere con la tolleranza o il perdono.
Al limite si chiama rigore. Quindi non usare questi termini a sproposito.


Te l'ho detto che era inutile che mi rispondevi :roll:
Lo so come la pensi tu, o è bianco o è nero, non hai vie di mezzo :wink:

Io non credo che prendere il toro per le corna sia sempre la cosa giusta, come ho già detto, Salvaterra ha tutti i diritti di dire ciò che vuole e come vuole, ma io al posto sua avrei fatto più il signore ed avrei calcato meno la mano.
Va bene che è una bella salita (da Piolet d'or), ma da come è nata e da come sta finendo, sembra che l'unico vero interesse fosse sbugiardare Maestri, mentre secondo me, il vero valore della salita sta nel fatto di aver risolto un problema alpinistico.
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Messaggioda pasasò » mer nov 23, 2005 13:51 pm

Premetto che della vicenda Maestri non conosco tutti i dettagli, tanto è vero che apprendo solo ora dei commenti del grande R.B., ma tra certi post, non ultimo quello che sottolinea il comunismo di Maestri rispetto al "boh" di Bonatti riesco solo a perdermi.
Però chiunque è minimanete in buona fede e vuole uscire dalla visione rotocalchistica dei giornali che da un solo gesto valutano la vita di una persona non può non riconoscere l'alto valore che Maestri ha rappresentato per l'evoluzione alpinistica internazionale.
Che abbia o meno salito il Torre, che abbia utilizzato un compressore invece di un trapano a mano che importa, resta il fatto che Maestri ha realizzato nella sua carriera libere estreme per il tempo, con scarsissimo utilizzo di protezioni e nella sua completezza di arrampicatore artificiali dalla concezione avveniristica, e non alludo al compressore.
Prima di giudicare credo sarebbe buona norma conoscere e domandarsi in prima persona se per l'epoca saremmo stati in grado di fare altrettanto.
Le previsioni davano brutto tempo, ma noi siamo Guzzisti e per noi l'acqua non è un problema, purché non ci tocchi di berla...by G.C Mandello
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Messaggioda steazzali » mer nov 23, 2005 14:28 pm

Enzolino ha scritto:Maestri era un personaggio ed anche una via come quella del Compressore riflette la sua personalita' colorita ed un po' anarchica. Non ho mai letto una critica nei confronti di questa via da parte di chi l'ha salita e ricordo come quasi leggendaria la prima ripetizione di Bridwell letta su High di tanti anni fa.


esatto, e chi l'ha ripetuta dice che non è come nell'immaginario comune una "fila di chiodi" ma un itinerario prevalantemente in libera e una grande salita.

volevo poi aggiungere che le dichiarazioni forti di Salvaterra secondo me sono un po' frutto del fatto che per anni abbia difeso Maestri a spada tratta e che quindi si sia sentito un po' "preso in giro" (passatemi il termine non mi viene in mente altro) dal fatto che i ripetitori sconfessassero la tesi che vede Maestri Egger in cima al torre.
in effetti le polemiche e e provvedimenti legali sulla vicenda sono un po' lontani dal personaggio che é Salvaterra e credo siano dovute più ad un precipitare di eventi degli ultimi anni che non all'intenzione di screditare il personaggio Maestri.
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Messaggioda BUUL » mer nov 23, 2005 15:03 pm

secondo me si sta andando off topic........

non si è qui a discutere che maestri sia stato coraggioso per aver tentato il cerro nel 59 e neanche che era figo quando cantava "W le Dolomiti" sul Bianco....

sicuramente maestri è stato un fuoriclasse assoluto!!!!!!!!!!!!
su tale fatto è difficile avere dei ma.........

però il fatto che non abbia detto la verità sul cerro non gli fa certo onore.... anzi conferma la sua fama da egocentrico...........

tirando le (mie) conclusioni:
maestri grande alpinista
maestri grande scalatore solitario
ma anche
maestri non è mai andato sul cerro
maestri è un ciarlatano................
B.U.U.L.
BUUL
 
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Messaggioda quilodicoequilonego » mer nov 23, 2005 15:06 pm

questo ha detto Cesarino Fava, in un'intervista

E arrivò il momento del Cerro Torre, la montagna più difficile del mondo, 3102 metri da sogno ? o da incubo ? per ogni alpinista. Avevo incontrato Lionel Terray, un protagonista dell?ascensione francese al Fitz Roy del 1952. Ora quella montagna ha ripreso, giustamente, il suo nome originario, El Chalten. Terray mi aveva detto: ?Se vuoi, Cesare, laggiù c?è una montagna molto più difficile del Fitz. Ma è impossibile!?
E forse lo era davvero. Ma un certo Cesare Maestri aveva appena percorso il Gruppo del Brenta in solitaria, in poche ore. Quando lessi della sua impresa mi dissi: Questo è l?uomo per il Torre. Gli scrissi ?Qui c?è pane per i tuoi denti?, e Maestri venne. Si tentò una prima spedizione nel 1957-1958. Oltre a Maestri, c?erano Bruno e Catullo Detassis, Marino Stenico e Luciano Eccher. Ma il Torre è il Torre: per quella volta non se ne fece nulla. Riprovammo l?anno dopo. Con Cesare Maestri venne Toni Egger, eccezionale alpinista e straordinario ghiacciatore. Con noi c?erano anche quattro giovani alpinisti, Juan Pedro Spikermann, Angelo Vincitorio e i fratelli Augusto e Gianni Dalbagni.
Il 31 gennaio 1959, Cesare e Toni arrivarono sulla sommità del Cerro Torre. La via si sviluppava per 1200 metri prima sulla parete nord-est poi sulla nord: 37 lunghezze di corda percorse, 7 giorni fra andare e tornare. Un?impresa epica, ma il Torre si prese Egger, e la sua morte oscurò ogni gioia per quella conquista che Lionel Terray definì ?un des plus grands exploits de l?alpinisme mondial?.
Ci furono polemiche avvelenate che amareggiarono noi e, soprattutto, Cesare Maestri. I presuntuosi incapaci di accettare che qualcuno fosse riuscito dove loro avevano fallito, misero in dubbio che Toni Egger e Maestri fossero arrivati in vetta.
Cesare reagì da par suo. Organizzò un?altra spedizione (una ?signora spedizione?, mi scrisse) con Ezio Alimonta, Carlo Claus, Renato Valentini e Pietro Vidi. Questa volta si portò il famoso compressore, per praticare i fori dei chiodi sulla roccia e, in due fasi, ritornò sulla cima attraverso lo spigolo sud-est. Era il 2 dicembre del 1970. Io mi ero ritirato dopo la prima fase: non condividevo quell?approccio ?iper-tecnologico? e mi sentivo demotivato.
Non desideravo tornare sul Cerro Torre. Il mio interesse per questa montagna si era già esaurito, definitivamente, con la meravigliosa ascensione del 1958-1959. Non ho mai avuto nulla da dimostrare né tanto meno da rivendicare. Su questa montagna ho dato tutto quello che potevo dare. Su questa montagna ho vissuto momenti sublimi. Su questa montagna sono stato ore e giorni con la vita sospesa a un filo sottile e ho sentito la mano dell?Onnipotente asciugare le ultime lacrime che precedono la coscienza dell?estrema dipartita. Sul Cerro Torre non volevo tornare per non sciupare i meravigliosi ricordi di un?ascensione portata a termine con lo spirito semplice di un alpinismo che non ammetteva compromessi. E che aveva dovuto sopportare l?ingiuria del dubbio.
Ma fui egualmente felice per Cesare, grande persona, grande amico, straordinario alpinista.
enzo
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