Finalmente un libro su Ernesto Lomasti

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Finalmente un libro su Ernesto Lomasti

Messaggioda raffa » mar mar 11, 2008 17:44 pm

a circa trent'anni dalla sua scomparsa finalmente un libro su Ernesto Lomasti, fortissimo alpinista friulano morto nel 1979 durante un'arrampicata ad Arnad, colpito da un fulmine sulla via Topo Pazzo.
Nella sua non lunga carriera alpinistica compie molte nuove ascensioni di spicco spesso in solitaria sulle pareti delle Alpi friulane, superando la sconosciuta soglia del VI grado (con gli scarponi).
Conservo ancora il biglietto necrologico consegnato alla mia famiglia dalla madre al Bivacco Lomasti (collocato nei pressi di sella Aip a ricordo del forte alpinista) poco dopo la sua morte. Io ero un bambino ma ricordo che mi rimase molto impresso ed in seguito lessi molti racconti su di lui che non fecero altro che aumentare la mia ammirazione per quel giovane ragazzo di Pontebba.
Il libro "Non si torna indietro" di Luca Beltrame è edito dalla Cda & Vivalda con un costo di 16 euro.
un arrampicatore di rocce non è un alpinista ... deve ancora diventarlo !! ... (J. Kugy)
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Messaggioda alison » mar mar 11, 2008 22:58 pm

Lomasti-Mazzilis...una gran coppia.
era ora che anche i frocetti di adesso sappiano chi era ERNESTO LOMASTI

consigliatissimo il libro
alison
 

Messaggioda n!z4th » mar mar 11, 2008 23:07 pm

frocetti di adesso



:smt062



cmq l'ho letto,

ammirazione è l'unica cosa che mi vien da dire.
Ultima modifica di n!z4th il lun ott 06, 2008 22:57 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda grizzly » mar apr 08, 2008 15:12 pm

Quando son passato in libreria non c'era ancora, ora sul sito della Vivalda l'hanno messo:

http://www.cdavivalda.it/Products/Lette ... &keyID=655

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Messaggioda ragnobianco » lun apr 14, 2008 23:36 pm

Il libro è stato stampato alla fine di marzo e finalmente dovrebbe essere in distribuzione.
Come si fa un libro su Ernesto Lomasti? Ho impiegato circa dieci mesi, impegnato in una prima fase di raccolta della documentazione ed in una seconda di stesura. Ho avuto modo di incontrare e raccogliere contributi da una ventina di persone circa, essenzialmente coloro che lo hanno conosciuto e magari avuto come compagno di cordata (o più spesso capocordata?). Sono partito innanzitutto dalla Signora Luciana, la madre di Ernesto, che mi ha messo a disposizione i suoi diari ed è tuttora dotata di una memoria formidabile. Ho poi rievocare lontani ma ancora lucidi ricordi con Roberto Mazzilis, Bruno Contin, Alessandro Piussi, Attilio Ceccon, Emilio e Vittorio Di Marco, allo stesso inarrivabile Ignazio Piussi e molti altri ancora per arrivare infine ad Enrico Ricchi, suo compagno di corso alla Scuola Militare di Aosta e con lui durante l?apertura della futuristica via all?odierno Pilastro Lomasti alla Corma di Machaby.
Ernesto Lomasti, con un?umiltà, un coraggio ed una dedizione senza pari, ha raggiunto sulle ombrose pareti settentrionali del Piccolo Mangart di Coritenza e sulla solare parete sud della Torre Winkel gradi che in quegli anni non potevano ancora essere pronunciati. E lo ha fatto da solo.
Si pensi anche alla terza solitaria del Deye-Peters dopo Piussi e Cozzolino, nomi pesanti oggi come allora.
O alla Prima solitaria e prima ripetizione in giornata del Diedro Cozzolino al Piccolo Mangart di Coritenza.
Alla via aperta in solitaria sempre sul Piccolo Mangart.
Alla Oppio-Colnaghi al Pizzo Uccello, nelle Alpi Apuane: 850 metri, da solo ed in un?ora.
O infine alla sua via sul Pilastro Lomasti (oggi valutata 6a, 6a+) che la sua relazione, a causa della scala chiusa, riporta con difficoltà che, a parte due brevi passaggi di A1, vanno dal IV al VI-. Nemmeno VI! Per rendere l?idea la Lomasti-Mazzilis alla Cima Piccola della Scala venne valutata dai due apritori di VI e VI+. Forse è ancora irripetuta.
?Ernesto cadde in un?anonima palestra valdostana, causando incredulità nell?ambiente alpinistico friulano, sbigottimento tra gli amici, disperazione in famiglia. (?) Il suo primo ed unico errore lasciava in eredità una nuova concezione dell?arrampicata esplorativa, spalancando le porte al settimo grado? (R.Mazzilis).
Buona lettura!
LB
ragnobianco
 
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Messaggioda grizzly » mar apr 15, 2008 10:38 am

Apperò... complimenti!
Appena passo in libreria a Torino l'ho compro senz'altro.
Se fai delle presentazioni del libro, fai sapere.
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Messaggioda julius » mar apr 15, 2008 10:57 am

alison ha scritto:Lomasti-Mazzilis...una gran coppia.
era ora che anche i frocetti di adesso sappiano chi era ERNESTO LOMASTI

consigliatissimo il libro


"Frocetti"???
Ma cos'è questa omofobia??? Del tutto fuori luogo comunque.
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Messaggioda Drugo Lebowsky » mar apr 15, 2008 16:13 pm

julius ha scritto:
alison ha scritto:Lomasti-Mazzilis...una gran coppia.
era ora che anche i frocetti di adesso sappiano chi era ERNESTO LOMASTI

consigliatissimo il libro


"Frocetti"???
Ma cos'è questa omofobia??? Del tutto fuori luogo comunque.


cosa vuoi farci?
lui è un maschione tutto di un pezzo che arrampica e si riproduce perfino.

mica un culatttone di sgarbiana memoria come me... :roll: eh! ... ciò... xe sa! :roll: :roll:
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Messaggioda alison » mer apr 23, 2008 22:36 pm

ragnobianco ha scritto:Il libro è stato stampato alla fine di marzo e finalmente dovrebbe essere in distribuzione.
Come si fa un libro su Ernesto Lomasti? Ho impiegato circa dieci mesi, impegnato in una prima fase di raccolta della documentazione ed in una seconda di stesura. Ho avuto modo di incontrare e raccogliere contributi da una ventina di persone circa, essenzialmente coloro che lo hanno conosciuto e magari avuto come compagno di cordata (o più spesso capocordata?). Sono partito innanzitutto dalla Signora Luciana, la madre di Ernesto, che mi ha messo a disposizione i suoi diari ed è tuttora dotata di una memoria formidabile. Ho poi rievocare lontani ma ancora lucidi ricordi con Roberto Mazzilis, Bruno Contin, Alessandro Piussi, Attilio Ceccon, Emilio e Vittorio Di Marco, allo stesso inarrivabile Ignazio Piussi e molti altri ancora per arrivare infine ad Enrico Ricchi, suo compagno di corso alla Scuola Militare di Aosta e con lui durante l?apertura della futuristica via all?odierno Pilastro Lomasti alla Corma di Machaby.
Ernesto Lomasti, con un?umiltà, un coraggio ed una dedizione senza pari, ha raggiunto sulle ombrose pareti settentrionali del Piccolo Mangart di Coritenza e sulla solare parete sud della Torre Winkel gradi che in quegli anni non potevano ancora essere pronunciati. E lo ha fatto da solo.
Si pensi anche alla terza solitaria del Deye-Peters dopo Piussi e Cozzolino, nomi pesanti oggi come allora.
O alla Prima solitaria e prima ripetizione in giornata del Diedro Cozzolino al Piccolo Mangart di Coritenza.
Alla via aperta in solitaria sempre sul Piccolo Mangart.
Alla Oppio-Colnaghi al Pizzo Uccello, nelle Alpi Apuane: 850 metri, da solo ed in un?ora.
O infine alla sua via sul Pilastro Lomasti (oggi valutata 6a, 6a+) che la sua relazione, a causa della scala chiusa, riporta con difficoltà che, a parte due brevi passaggi di A1, vanno dal IV al VI-. Nemmeno VI! Per rendere l?idea la Lomasti-Mazzilis alla Cima Piccola della Scala venne valutata dai due apritori di VI e VI+. Forse è ancora irripetuta.
?Ernesto cadde in un?anonima palestra valdostana, causando incredulità nell?ambiente alpinistico friulano, sbigottimento tra gli amici, disperazione in famiglia. (?) Il suo primo ed unico errore lasciava in eredità una nuova concezione dell?arrampicata esplorativa, spalancando le porte al settimo grado? (R.Mazzilis).
Buona lettura!
LB


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Complimenti sinceri, un bellissimo libro, scritto bene, leggibile e adatto a pensare....a pensare al personaggio, al mondo di all'ora, alla passione vera....
bello, Bravo.
GRAZIE
ivo
alison
 

Messaggioda ragnobianco » gio apr 24, 2008 22:07 pm

Caro IVO, ti ringrazio delle belle parole. Ho cercato durante il lavoro di attenermi a due semplici regole:
1) Nessuna retorica
2) Cercare di fare un libro "che si facesse leggere" nonostante ogni tanto sia stato costretto ad addentrarmi nel tecnicismo.
Complimenti soprattutto ad Ernesto Lomasti che a 17 anni aveva uno stile di scrittura di assoluto rispetto: a parte rari errori di ortografia il capitolo "Ricordi di un'estate" l'ho riportato pari pari...
PS: bellissima la foto!
ragnobianco
 
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Messaggioda Pié » mar set 09, 2008 15:25 pm

complimenti davvero sia per lo stile del libro che per l'idea di scriverlo: era da un sacco che tenevo a legger di lui.

grazie,
pié
evviva la burtleina!
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Messaggioda raffa » lun ott 06, 2008 18:56 pm

visto che all'epoca avevo aperto il topic, poi perso di vista, voglio complimentarmi con ragnobianco.
Veramente una bella lettura su un personaggio misterioso che rimarrà sempre un grande nel mondo dell'alpinismo !
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Messaggioda glk-f » mer ott 08, 2008 16:58 pm

Letto tutto d'un fiato.
Come la vita di Ernesto, un Grande !
Grazie per il bel libro :wink: .

CIAO! :smt003
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Messaggioda alpine71 » lun nov 10, 2008 10:51 am

incuriosito da questo post ho acquistato il libro per rimanerne completamente soddisfatto.
E' ben scritto e contribuisce ad allungare la memoria di un personaggio veramente fuori dell'ordinario.
Un bel bravo a ragnobianco al quale chiderei se le vendite lo hanno soddisfatto.
"Non si può amare senza conoscere. Non si può veramente conoscere se non per forza d'amore" (Ettore Castiglioni)
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Messaggioda ettore » gio feb 03, 2011 2:13 am

Leggucchiando questo libro è impossibile non rimanere affascinati da questo giovanissimo alpinista sognatore.
Ne consiglio anch'io senz'altro la lettura, non per lo stile, quanto per le curiosità contenute
e le estrapolazioni originali dal diario personale del personaggio...

Il suo capolavoro lascia senza parole:
Lomasti sale la N del Piccolo Mangart di Coritenza, solo e per una via nuova direttissima.
Impiega una sola giornata per superare gli ottocento metri di placche compatte e strapiombi,
e utilizza una manciata di chiodi per una salita in totale arrampicata libera estrema.

Così dirà a riguardo della sua salita:
"Ora c'è una nuova via, estremamente difficile.
Tutta mia. Non per egoismo, ma per orgoglio."


dal libro:
http://www.forum.planetmountain.com/phpBB2/album_page.php?pic_id=31880

dal web:
https://picasaweb.google.com/kiosul/RifugioZacchiGennaio11#5562900280559364770
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Messaggioda Danilo » gio feb 03, 2011 2:18 am

ettore ha scritto:Leggucchiando il libro (scitto da Luca Beltrame) sulla vita di Ernesto Lomasti,
è impossibile non rimanere affascinati da questo giovanissimo alpinista sognatore.
Ne consiglio anch'io senz'altro la lettura, non per lo stile, quanto per le curiosità contenute
e le estrapolazioni originali dal diario personale del personaggio...

Il suo capolavoro lascia senza parole:
Lomasti sale la N del Piccolo Mangart di Coritenza, solo e per una via nuova direttissima.
Impiega una sola giornata per superare gli ottocento metri di placche compatte e strapiombi,
e utilizza una manciata di chiodi per una salita in totale arrampicata libera estrema.

Così dirà a riguardo della sua salita:
"Ora c'è una nuova via, estremamente difficile.
Tutta mia. Non per egoismo, ma per orgoglio."


dal libro:
http://www.forum.planetmountain.com/phpBB2/album_page.php?pic_id=31880

dal web:
[urlhttps://picasaweb.google.com/kiosul/RifugioZacchiGennaio11#5562900280559364770[/url]


Mica hai fatto il caos. :lol: và,che chi voleva,apprezzava ugualmente :wink:
abbasso lo stress, in alto pure
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Messaggioda ettore » gio feb 03, 2011 2:22 am

Danilo ha scritto:Mica hai fatto il caos. :lol: và,che chi voleva,apprezzava ugualmente :wink:


:wink:

...alemo ho aggiunto una foto del mangart in veste invernale appena trovata:
e Casarotto di lì in inverno, solo, sul Cozzolino !? incredibile :!:
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Messaggioda crodaiolo » gio feb 03, 2011 2:24 am

ettore ha scritto:
Danilo ha scritto:Mica hai fatto il caos. :lol: và,che chi voleva,apprezzava ugualmente :wink:


:wink:


Danilo... dovresti averlo capito:
ettore è un altro dallo stile pulito !
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Messaggioda ettore » mer feb 09, 2011 23:13 pm

A proposito di E. Lomasti, così si pronuncia R. Mazzillis :


Correva la fine degli anni settanta e così ero io:
sognatore ed incompreso, radicalmente anarchico.
In me lottavano gli istinti contrapposti dell'autoconservazione e della distruzione
che, nelle tregue, si univano, fornendo un'energia creativa senza pari.

Un'ipotetica vita alternativa era impensabile ed inaccettabile.
Il resto del mondo non esisteva, il resto degli uomini non centrava.
Eccezion fatta per Ernesto, il migliore tra i miei compagni.

Io ed Ernesto condividevamo un codice riservato.
Si basava su valori unici, probabilmente bizzarri, sicuramente non riproponibili:
l'arrampicata sprotetta, la passione per l'ignoto,
la ricerca del rischio, la sfida contro l'impossibile.

Arrampicavamo nella convinzione di essere infallibili,
superiori a qualsiasi difficoltà ed estranei alle scale convenzionali.
Durante le nostre scalate il confine tra il lecito ed il proibito,
tra la vita e la morte, diventava impercettibile.
Era il culmine dell'esaltazione, la sublimazione della nostra essenza,
o, più semplicemente, la nostra autorealizzazione.

Un' esistenza normale avrebbe portato ad un simile stato d'animo !?

Eravamo sopratutto assuefatti, drogati di adrenalina.
Liberi da ogni regola sociale, preda di impulsi esplorativi, disinibiti ed incontenibili.
Io ed Ernesto concepivamo la nostra amicizia e la nostra cordata con estrema elasticità,
alternando ascensioni in coppia, a concatenamenti in solitaria.

Compimmo nuovi itinerari legati ad una corda che,
attaccata a rari chiodini ogni trenta o quaranta metri,
creava un mero legame psicologico piuttosto che un'oggettiva scurezza.

A chi lo chiedesse li dichiaravamo di sesto grado: non perché lo fossero veramente,
ma perché la scala convenzionale di allora si interrompeva lì.
Sulle Alpi Orientali non c'era nulla di simile,
né per difficoltà tecnica, né per pochezza di protezioni.




http://www.planetmountain.com/News/slide.lasso?keyid=36666&user_id=1&portfolio=3030,3029,3031,3032,3033,3034,3035,3036,3037&num=1

Cima Grande della Scala, anticima nord.
Fessura Lomasti ? Mazzillis 1978 (400m, "VI+")
ettore
 
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Messaggioda alison » lun feb 14, 2011 8:57 am

ettore ha scritto:A proposito di E. Lomasti, così si pronuncia R. Mazzillis :


Correva la fine degli anni settanta e così ero io:
sognatore ed incompreso, radicalmente anarchico.
In me lottavano gli istinti contrapposti dell'autoconservazione e della distruzione
che, nelle tregue, si univano, fornendo un'energia creativa senza pari.

Un'ipotetica vita alternativa era impensabile ed inaccettabile.
Il resto del mondo non esisteva, il resto degli uomini non centrava.
Eccezion fatta per Ernesto, il migliore tra i miei compagni.

Io ed Ernesto condividevamo un codice riservato.
Si basava su valori unici, probabilmente bizzarri, sicuramente non riproponibili:
l'arrampicata sprotetta, la passione per l'ignoto,
la ricerca del rischio, la sfida contro l'impossibile.

Arrampicavamo nella convinzione di essere infallibili,
superiori a qualsiasi difficoltà ed estranei alle scale convenzionali.
Durante le nostre scalate il confine tra il lecito ed il proibito,
tra la vita e la morte, diventava impercettibile.
Era il culmine dell'esaltazione, la sublimazione della nostra essenza,
o, più semplicemente, la nostra autorealizzazione.

Un' esistenza normale avrebbe portato ad un simile stato d'animo !?

Eravamo sopratutto assuefatti, drogati di adrenalina.
Liberi da ogni regola sociale, preda di impulsi esplorativi, disinibiti ed incontenibili.
Io ed Ernesto concepivamo la nostra amicizia e la nostra cordata con estrema elasticità,
alternando ascensioni in coppia, a concatenamenti in solitaria.

Compimmo nuovi itinerari legati ad una corda che,
attaccata a rari chiodini ogni trenta o quaranta metri,
creava un mero legame psicologico piuttosto che un'oggettiva scurezza.

A chi lo chiedesse li dichiaravamo di sesto grado: non perché lo fossero veramente,
ma perché la scala convenzionale di allora si interrompeva lì.
Sulle Alpi Orientali non c'era nulla di simile,
né per difficoltà tecnica, né per pochezza di protezioni.


PAROLE VERAMENTE FORTI, IDEE ANCOR PIù FORTI...NON PER TUTTI, SICURAMENTE.......
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