marcov ha scritto:Caro Franz,
Capisco la tua posizione e capisco che è frutto di una esperienza di soggiorno per lavoro all'estero. [?]
Non ho voglia di sentire accuse di razzismo o che, è una vita che vivo in mezzo a persone diverse da me in tutto, le mie figlie frequentano una scuola dove ci sono 51 nazionalità rappresentate, ma proprio perché amo la diversità sono contrario al terzomondismo da fricchettone che la ministra Africana ha Ben rappresentato colla sua infelice uscita...
Al di là del lato macroeconomico (credo sia molto facile dimostrare come forti livelli di immigrazione portino a costi non compensati dal gettito fiscale che ne deriva e quindi ad un aumento del debito pubblico), mi dispiace molto vedere come la maniera in cui l'immigrazione viene vista dall'opinione pubblica e gestita dalle autorità sia un chiaro segno di un perbenismo e di un seguire il "politically correct" molto dannosi e di una forte miopia nel guardare alla realtà.
Far venire gente a palate è la maniera non-sostenibile di risolvere la situazione di "c'è gente che sta meno bene di noi" (tra l'altro è abbastanza tragicomico che siano proprio i fan del commercio equo e solidale e cose simili a non capirlo). Butto lì qualche "punto" che credo/temo siano inconfutabili
1 - Finanziariamente, è la maniera meno efficiente: con quello che spendi in sussidi e case popolari per campare una famiglia di emigranti in un paese occidentale, nel loro paese potresti dare molto di più (fino a 10 volte tanto?)
2 - Fomenta il terzomondismo da fricchettone come hai detto tu. Se quei soldi di sussidi welfare etc venissero usati per pagare viaggio, vitto e alloggio a tutti gli "occidentali" che vogliono aiutare il terzo mondo, in modo che possano andare là e fare qualcosa di buono, eticamente sarebbe molto meglio. Però immagino che stranamente non ci sarebbe molta gente disposta a farsi 1 anno in Mali, in Chad o in Bangladesh per aiutare chi ha bisogno. Molto più facile votare certi partiti e andare alle manifestazioncine in modo da pararsi il culo & la coscienza e poter dire di non essere razzisti.
Per dire, ho amici di "destra" che però hanno fatto cose come passare un mese in Madagascar fare volontariato in un orfanotrofio (tutta la famiglia: padre e madre si son portati dietro le 3 figlie e si son messi tutti a spignattare e pulire culi) e amici di "sinistra" che non vivrebbero mai in un quartiere a maggioranza latino-americana o asiatica o africana...
3 - (collegato al punto 2) Trovo che il "facciamo venire tutti" imponga un cambio di status quo anche a chi non lo vuole, ma il contrario no.
Nel senso: il possibile xenofobo che non vuole vedere certa gente in giro non limita la libertà del terzomondista (o di chiunque senta bisogno di multiculturalismo) di andare dove vuole a farsi un'overdose di Africa sub-sahariana o di India sovraffollata etc.
Il terzomondismo che spalanca le porte a tutti, invece, per forza di cose mi sembra limiti la libertà di chi vuole mantenere una situazione più "conservatrice".